RECENSIONE – Dante’s Inferno

Recensione di: Enea83

Versione testata: PlayStation3

Titolo: Dante’s Inferno
Compatibilità trofei: Si
Data uscita: 5 Febbraio 2010
Genere: Azione
Produttore: EA
Sviluppatore: Visceral games
Distributore: EA

INTRODUZIONE – A tutta azione!

Date le premesse, il 2010 sembra proprio l’anno che riporterà il genere action agli allori di un tempo. Grandi produzioni, sia occidentali che orientali, hanno già lanciato, o si apprestano a farlo, nuovi brand o sequel molto attesi.

Non poca curiosità si generò in seguito all’annuncio della produzione di “Dante’s Inferno”, infatti, memori dei noiosi (per alcuni) libri di letteratura delle superiori, difficilmente i più avrebbero immaginato Dante Alighieri brandire una falce in uno ibrido fra Ryu Hayabusa e Kratos. Eppure il sommo poeta è pronto a stupire gli utenti PS3 e Xbox360 anche con armi alla mano…

LA TRAMA – “Lasciate ogni speranza voi ch’entrate”

Per “licenza videoludica” il Dante creato da Visceral games non è un tizio con una corona d’alloro in testa che va incatenando terzine per le strade delle città d’Italia del Trecento. Infatti, il Dante di Visceral games è un crociato integralista che, persa la vita in uno scontro per le vie di Acri, inganna la morte, derubandola perfino della caratteristica falce, sopravvive alle ferite e, abbandonata la Terra Santa, torna dalla sua amata. Tuttavia, giunto a Firenze, Dante ha un’amara sorpresa: Beatrice è stata uccisa e la sua anima è stata risucchiata negli inferi dal perfido Lucifero con un inganno astuto. “L’eroe” si aprirà la strada verso gli inferi attraverso una chiesetta vicina alla residenza di Beatrice ed avvierà il suo viaggio attraverso i nove gironi per redimere l’amata.

La narrazione è affidata a brevi sequenze filmate in computer graphic e in stile fumettistico, queste ultime, alla luce del contrasto con la grafica, molto realistica, e del tema affrontato, piuttosto cupo, non si amalgamano appieno con lo stile del gioco risultando a volte di troppo.

IL GAMEPLAY – “Per me si va nella città dolente, Per me si va nell’eterno dolore”

Il gameplay di “Dante’s Inferno” rientra nel genere hack and slash in quanto il protagonista sarà impegnato in intensi scontri risolvibili con l’utilizzo di armi bianche. Oltre alle orde di anime dannate da eliminare (questa volta definitivamente), Dante sarà impegnato anche in sequenze platform di intermezzo e nella risoluzioni di elementari enigmi ambientali. Queste tre componenti (combattimenti, sequenze platform e risoluzione di enigmi) si alternano adeguatamente dando vita ad un ritmo intenso ma mai troppo ripetitivo o monotono.

Chiunque provasse il titolo in esame non potrebbe ignorare il modello di riferimento a cui gli sviluppatori si sono ispirati: “God of war”. Lo stile delle avventure di Kratos riecheggiano fra i gironi dell’inferno sotto molteplici forme: nemici che vengono fuori dal pavimento, arene con vie di uscita bloccate fino all’eliminazione di tutti gli avversari, sistema di potenziamento del protagonista ed altri simili. È possibile anche segnalare come modello “Ninja Gaiden”, perlomeno, per via della grande falce che brandisce Dante, molto simile a quella usata da Ryu Hayabusa nel secondo capitolo delle sue avventure, uguale perfino il movimento retrattile della lama.

Caratteristica del gameplay è la possibilità di afferrare un nemico e scegliere se “Assolverlo” oppure “Condannarlo”. In base alla condotta di gioco si delineerà il nostro profilo, “Pio” o “Malvagio”, ed i relativi potenziamenti. Sarà possibile, anche, assolvere o condannare ben trenta “personaggi illustri” sparsi nei meandri degli scenari, si tratta di persone di cui Dante Alighieri ha realmente scritto nella sua opera come gli sfortunati amanti Paolo e Francesca.

Se da un lato Dante potrà adoperare solo la falce fra le armi da taglio, dall’altro potrà disporre dell’attacco “benedetto”, sferrabile grazie all’ausilio della croce di Beatrice recuperata in seguito al ritrovamento del suo cadavere, e quattro attacchi magici basati su elementi naturali della natura oppure sull’evocazione di forze sovrannaturali.

L’IA si stanzia sulla media: i nemici, riconducibili a varie tipologie, si limitano a sferrare passivamente i loro attacchi senza brillare per particolare acume strategico.

Gli scenari, molto lineari, offrono un’adeguata sfida per quanto riguarda l’esplorazione per la presenza di numerosi collezionabili: monete, amuleti e reliquie.

IL COMPARTO GRAFICO E SONORO – Scontri a 60 fps

L’impatto generale del comparto grafico di “Dante’s Inferno” è decisamente buono. Il frame-rate, fisso sui 60 fps, consente di apprezzare un’immagine sempre molto pulita e godibile anche in ambienti con luce soffuse. Lo stile, tendente al realismo, con cui sono resi Dante, Beatrice e i dannati trova il massimo nella realizzazione delle locations, ispirate ai gironi descritti dal sommo poeta,  proposte proprio come ognuno di noi se l’è immaginate leggendo la “Commedia”. Tuttavia è possibile identificare un limite nel livello di dettaglio a volte non curato a dovere, tale limite non consente al comparto grafico di giungere l’eccellenza.

Il comparto audio registra i medesimi risultati di quello grafico: l’effettistica è ben curata, la colonna sonora è degna compagna dell’azione di gioco e il doppiaggio, interamente in italiano, fa a dovere la sua parte, tuttavia, nessuna di queste tre componenti raggiunge l’eccellenza.

LONGEVITA’ E MULTIPLAYER – Corto ma rigiocabile

Probabilmente il limite maggiore di “Dante’s Inferno” è la longevità. Infatti, saranno sufficienti appena 8 ore, forse anche meno se si setta il livello di difficoltà più basso, per giungere alla fine dell’avventura. Sebbene l’assenza del multiplayer non contribuisce ad allungare la vita media del titolo, il tasso di rigiocabilità è piuttosto alto sia per la possibilità di concludere la storia seguendo la retta via oppure quella malvagia sia per il livello di difficoltà ben calibrato che offre un’adeguata sfida all’utente.

Comunque, orientativamente per fine Aprile, si renderà disponibile, previo download, la modalità multiplayer. Dalle indiscrezioni si sa che essa si comporrà di una modalità cooperativa in cui eliminare orde di dannati collaborando con altri utenti online e “le prove di Santa Lucia”, nelle quali sarà richiesto affrontare una serie di sfide.

CONCLUSIONI – “E quindi uscimmo a riveder le stelle”

Visceral games ha realizzato un buon prodotto, non un capolavoro ma un buon prodotto: questo si. Ciò che non permette a “Dante’s Inferno” di fare il salto di qualità verso l’eccellenza è il gameplay, solidissimo quanto tradizionale e quindi privo di alcun tipo di innovazione, il comparto grafico, sopra la media ma non ottimo, e la longevità a stento sufficiente.

Il titolo nel suo complesso rimane un prodotto ben sopra la media e manna dal cielo (o forse dagli inferi!) per gli amanti del genere. Forse, in fase di programmazione, è stato un errore ispirarsi così tanto a “God of war” in quanto ci si è esposti ad un evitabile confronto con il colosso di Sony Santa Monica. Dante può anche aver affrontato Lucifero ma Kratos è addirittura un deicida: difficile fare di meglio!

Pro:

  • Tanta azione
  • Belle locations

Contro:

  • Nessuna innovazione
  • Tecnicamente non eccelso
  • Corto
GIUDIZIO
Grafica                8,5
Sonoro                8,5
Gameplay          9,5
Trama                  8
Longevità          6
Rigiocabilità    8,5

Totale               8,2

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